Apologia dello sbruciacchiamento

Certe sere, alle otto passate, apro la porta di casa e dentro di me penso: tipregotipregotiprego fai che sia avvenuta una magia, fai che la casa sia in ordine e la cena già sul tavolo. Aehm.
Perché la vita di una mamma è un po' così: sempre di corsa, e sempre con il pensiero fisso in testa di cosa cucinare, quando fare la spesa, a cosa giocare, quando stirare le camicie, quanto far partire la lavatrice...
Certe sere sono stanca. Certe sere scopro che la mia giornata si è volatilizzata nel tempo di un baleno: il lavoro, le commissioni, le pulizie, la cura dei figli, la scuola.
Non importa che una mamma lavori fuori casa o lavori in casa o lavori come casalinga. Il tempo è comunque un concetto che non le appartiene più del tutto.
E certe volte arriva quell'orrida tentazione, quel pensiero che mi assale all'improvviso: adesso mi piazzo nel bel mezzo del salotto e urlo con tutta la voce che ho in corpo!
Ma poi...
Ma poi nei bambini c'è una magia. Che non è la magia del : tipregotipregotiprego fai che la casa sia in ordine e la cena già sul tavolo.
E' la magia della creatività.Quella magia che hanno i bambini di spiazzarti, scioccarti, farti ridere, coccolarti... perdonarti.
I bambini possiedono quella magia speciale: ci amano per ciò che siamo, e amano i nostri difetti, le nostre mancanze, le cene organizzate di corsa con un toast sbruciacchiato.
E allora certe volte penso che quel toast dovrei sbruciacchiarlo più spesso.
Per poi sedermi sul tappeto, sporcarmi di briciole, organizzare un picnic in salotto, e dimenticare la mia mania di organizzare sempre tutto.
Perché la vita non è una lista di cose da fare, ma un quaderno bianco della creatività, un modo per inventare avventure creative, giocare, ridere. Essere felici.



