Quando San Valentino era una festa romantica

I primi tempi, come è ovvio, è romanticismo allo stato puro. Io e Nestore abbiamo consumato una discreta quantità di bottiglie di vino, e anche un certo numero di candele.
A quei tempi vivevo in un piccolissimo bilocale tutto bianco e blu, e la mia casa era sempre pulita e in ordine, il cesto della biancheria non aveva mai superato la soglia tsunami, e al mattino riuscivo a farmi una doccia calda stando in bagno per 20 minuti di seguito. In silenzio. Quando poi la notte mi svegliavo per andare al bagno, scendendo dal letto a soppalco, potevo girare per casa scalza e al buio.
Sette anni dopo, interno sera. Per girare a casa devo mettere le scarpe chiodate: devo fare lo slalom tra giraffe di plastica che suonano, bambole dallo sguardo assassino e pezzetti di Lego che scrocchiano sotto le ciabatte.
La sera torno a casa dall'ufficio alle otto, stanchissima, e davanti a me lo spettacolo di devastazione, l'armageddon: il cesto della biancheria piegato sotto il suo stesso peso, lo stendino davanti alla porta di ingresso, le briciole della colazione ancora sul tavolo dove le ho lasciate stamattina.
I regali di San Valentino sono quasi un miraggio, anche se io amo Nestore ancora più di prima, e senza di lui sento potrebbe mancarmi completamente il respiro. Ma io ieri ho ricevuto ugualmente una scatola di cioccolatini incartata con un fiocco rosso. E questo semplice pensiero, un gesto spontaneo che io non mi aspettavo, mi ha commossa all'estremo.
Ieri sera abbiamo ordinato una pizza dall'indiano sotto casa. Nessuna bottiglia di vino, nessuna candela, nessun silenzio. San Valentino adesso è una festa per tre. Perché Dafne, la nostra bambina, è diventata parte di questo cerchio di Amore che abbiamo costruito in questi anni. Insieme.
E non rimpiango il mio bilocale pulitissimo. Anzi. Ormai quella tenerezza è sparita, al confronto di questi anni di vita in cui Nestore e io abbiamo condiviso una famiglia, un parto, la vita di una piccola persona che cresce e che diventa grande, i suoi sorrisi, i suoi raffreddori, le sue battute comiche, i suoi capricci, le sue briciole di pane.
Adesso San Valentino per me è questo. Questo modo di stare insieme in tre, tutti e tre, e di volerci bene.
San Valentino adesso è un foglio rosso pieno di brillantini realizzato con le impronte delle dita di Dafne, per dire al suo papà che noi lo amiamo, lo ammiriamo, e senza di lui la nostra vita sarebbe inutile.
Una volta San Valentino era una festa romantica. Adesso è diventata una festa della nostra famiglia.
Perché la felicità di una mamma è sempre un po' strana: dai brillanti, ai brillantini, direi.
Quando si dice che l'Amore si moltiplica, ecco, è vero.
L'Amore è una moltiplicazione, un 3x2, un numero infinito.



